#FoggialiberaFoggia: una città che marcia verso la legalità

Una delle eredità più grandi che Giovanni Falcone ci ha lasciato, è tutta concentrata in una famosa frase: “Gli uomini passano ma le idee restano e camminano sulle gambe di altri uomini”. Un insegnamento incommensurabile, del quale l’associazione ‘Libera contro le mafie’ ha da sempre fatto la sua bandiera. Venerdì 9 gennaio Foggia ha aperto le sue strade alla società civile,  ad una ‘esplosione di umanità’ per dirla con le parole di Daniela Marcone, vicepresidente di ‘Libera Foggia’: un fiume umano, quello della mobilitazione che è nata sui social con l’hashtag #FoggiaLiberaFoggia.

Più di 370 realtà tra parrocchie, comuni, scuole, studenti, sindacati, docenti universitari ed enti locali, diverse personalità del mondo politico locale e nazionale, un urlo pacifico di civiltà, un segnale di ribellione forte contro le violenze che hanno inaugurato il nuovo anno e contro la ‘resistenza dei tanti’, come l’ha definita la Marcone. I dati comunicati dalla questura parlano di circa 20.000 persone e Daniela con un messaggio affidato ai social,  ha trasmesso l’entusiasmo per il corteo lunghissimo e colorato che ha attraversato la città partendo da viale Candelaro per poi giungere in via Lanza. Sul palco, don Luigi Ciotti e i parenti delle vittime di mafia, che hanno marciato insieme a tutti gli altri. “Non possiamo tacere di fronte alle sofferenze sociali: dobbiamo avere coraggio di avere coraggio tutti” ha detto don Ciotti, proseguendo: “non c’è futuro se non uniamo le forze degli onesti; siamo venuti insieme per disinnescare la miccia della paura, ma essere in tanti serve perché combattiamo insieme”. A concludere, un toccante invito al raggiungimento della giustizia sociale attraverso il lavoro, la scuola, la cultura, i servizi alle persone, perché solo così, attraverso la sicurezza dei diritti si può lottare per la civiltà e la legalità e dunque contro la mafia.

“Mi è sembrata una mobilitazione molto sentita e vera: chi ha potuto e  voluto ha marciato in nome di un principio. Non sentirsi soli, sapere di condividere un’emozione, una volontà, è fondamentale” ci ha raccontato Maria Stella, una cittadina che ha marciato insieme a tutti gli altri: “Ognuno di noi ci ha messo la faccia, è sceso da casa, si è messo in moto per far parte di questa realtà; oggi eravamo coesi e compatti, e dobbiamo restare così”.

Adriana, insegnante, ha sfilato con i suoi alunni e con i cartelloni che hanno preparato insieme a scuola, tanti genitori con i loro figli hanno sventolato bandiere con il logo di ‘Libera’, studenti di ogni età hanno applaudito e condiviso questo pomeriggio anche sui social, permettendo alle idee di grandi uomini passati, di camminare sulle loro gambe attraversando tutta la città.