Mentre si attendono competizioni importanti come il Giro d’Italia, c’è clima di burrasca nel mondo del ciclismo professionistico per le nuove regole approvate due giorni fa dall’UCI, Unione Ciclistica Internazionale.

Il nuovo regolamento tecnico dell’Unione prevede sanzioni contro alcuni atteggiamenti presi in gara dai corridori che, a detta dei componenti della commissione, aumenterebbero i pericoli che corrono. Un provvedimento che servirebbe ad arginare il preoccupante aumento degli incidenti gravi rilevato negli ultimi tempi.

Sono stati proibiti  la “super truck position” (la posizione aerodinamica che prevede di schiacciarsi sul tubo piantone e spostarsi in avanti, anche con la testa oltre il manubrio) che alcuni ciclisti assumono in discesa (dal 1° aprile  prossimo, chi la adotta verrà immediatamente escluso dalla corsa) e la posizione coi gomiti giunti sul manubrio (espulsione nelle prove in linea e sanzioni progressive nelle competizioni a tappe) tipica dei “cronoman”. Vietati anche il lancio di borracce ai tifosi che sono a bordo strada (una antica tradizione per lasciare souvenir ai sostenitori) che comporterà l’istantanea squalifica e la deviazione sui marciapiedi (i ciclisti vi fanno ricorso per aggirare gli ostacoli sulla strada o i colleghi che cadono in corsa).

Molto polemica la reazione dei corridori, come l’iridato Mikal Kiatkowski, che rivendicano la possibilità di scegliere la posizione migliore in corsa ed invitano l’UCI ad occuparsi di altri aspetti della sicurezza i quali hanno creato anche di recente seri problemi ai concorrenti di varie competizioni professionistiche, come errati posizionamenti delle transenne e presenza di ostacoli o sostanze scivolose lungo i percorsi. Tra gli altri, spicca il commento ironico dell’inglese Alex Dowsett, vincitore della tappa del Giro d’Italia 2020 con arrivo a Vieste che ha dichiarato: «Anche noi corridori vorremmo il potere di sanzionare chi mette a rischio la nostra sicurezza».

Nel mirino dei corridori, anche un loro portavoce sindacale di prestigio, come il grande Gianni Bugno (Presidente della Cycling Professional Association e rappresentante dei corridori nella commissione tecnica UCI) che ha giustificato le nuove norme con un presunto pessimo esempio dato ai giovani agonisti e agli amatori dell’attività ciclistica.

I ciclisti professionisti stanno valutando l’ipotesi di uno sciopero da attuare in tempi brevi per contestare le modifiche regolamentari e chiedere nuovi metodi di scelta per i rappresentanti sindacali dei corridori.